10 agosto 2013

Pirati dei Caraibi - La Maledizione del Forziere Fantasma

Continuano le avventure di capitan Jack Sparrow in questo secondo capitolo che vede la vecchia combriccola riunita ancora una volta per dare vita ad un nuovo adrenalinico film ricco di strani personaggi dalle ambizioni più disparate. Si uniscono alla ciurma il grande caratterista Bill Nighy, costretto in una parte digitale che non gli permette di sfruttare appieno tutto il suo talento, ma che comunque riesce a convincere (grazie all'idea geniale di mettere in risalto gli occhi del protagonista, lasciando tutto il resto alla motion capture). Assieme a lui anche il nuovo villain Tom Hollander e il bravo Stellan Skarsgard nei panni del papà di Orlando Bloom, già citato nel primo capitolo della saga. Naomie Harris presta il suo corpo per dare vita a Tia Dalma, personaggio che verrà sfruttato meglio nel prossimo capitolo ma che getta già le basi della sua storia in questo film ponte.
Al di là del ricco cast e delle risate garantite (Johnny Depp fa ancora la sua bella figura), il film risulta essere un rocambolesco viaggio tra carnevalesche isole dove il pericolo è sempre dietro l'angolo e attraverso le quali Jack e la sua ciurma metteranno alla prova il loro coraggio. Il film non delude completamente né snatura in toto quella componente orrorifica che aveva caratterizzato il primo capitolo: si sostituiscono gli scheletri della Perla Nera con gli ibridi marini dell'Olandese Volante, si mette sempre in gioco la vita dei personaggi e si aggiunge alla formula un gigantesco mostro marino che divora intere navi come fossero filoni di pane. Si fa quindi lentamente posto al genere fantasy accantonando l'avventura di cappa e spada e mettendo in risalto la ricerca di mistici cuori, la fuga da terrificanti mostri marini e altre antiche maledizioni da annullare (tema presente anche nel primo film, ma non troppo marcato), oltre a misteriose risurrezioni di alcuni protagonisti. A sostituire Klaus Badelt c'è l'onnipresente Hans Zimmer, punto di riferimento per le colonne sonore dei kolossal contemporanei che non si lascia sfuggire l'occasione di dare nuova linfa alle musiche di questa epica saga, offrendo un ottimo tema drammatico e oscuro al cattivo Davy Jones e delle epiche note al temibile Kraken, senza snaturare le ormai iconiche musiche rappresentative degli altri già noti personaggi. Peccato però che la durata di questo film raggiunga i 151 minuti, decisamente troppo per una avventura fantasy non così esaltante. Pochi duelli, ombre dal passato poco delineate e tante, troppe fughe delineano questa pellicola, che risulta essere sì divertente ma anche eccessivamente allungata, poiché non c'è nulla di così importante all'interno del suo plot tale da renderne particolarmente invogliante la visione. Ted Elliot e Terry Rossio, sceneggiatori anche del primo film, fanno in modo che l'azione e l'ironia prendano piede a discapito di una storia solida e ben delineata come era nel primo capitolo, con il risultato di costruire un film traballante e poco convincente, che vive di battute, gag e situazioni al limite del ridicolo ma che non offre spunti interessanti o personaggi originali anche questa volta. Ciò che ci si trova di fronte è quindi un prodotto che funge da ponte tra il primo e il terzo capitolo che appassiona il pubblico dei più piccoli sempre pronti ad osannare il nome del loro amato capitan Jack, ma che non lascia pienamente soddisfatti tutti quelli che si aspettavano tanto da questa saga pronta a sbancare i botteghini di tutto il mondo ma sempre incerta di offrire qualcosa di più rischioso o originale. Si sa, quando un prodotto diverso e funziona bene, bisogna consolidarlo il prima possibile al fine di sfruttarlo fino all'osso. D'ora in poi i Pirati dei Caraibi non saranno più quel prodotto dark che vuole osare con personaggi stravaganti e location grottesche, ma si trasformeranno nel classico mix disneyano di colori e macchiette, anche se la regia di Gore Verbinski riesce a dare quel tocco in più nonostante queste premesse.


2 commenti:

  1. Per me ci sei andato giù troppo cattivo. Alla fine intrattiene che è un piacere!

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    1. Se non ti annoi è un piacere. Altrimenti no.

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